Tana del Lupo Scario

Saverio suona l’organetto..intorno a lui e con lui suona una natura antica, il carrubo secolare, enorme, capace di ospitare più di cento persone sotto la sua meravigliosa chioma, i campanacci delle capre agili e indipendenti, la montagna, che rimanda le brezze fresche dei suoi valloni rivestiti di macchia mediterranea e, alle sue spalle, dietro uno stretto vialetto di ghiaia, il mare cristallino della Baia del Marcellino, accarezzando la Spiaggia dei Francesi..’Guarda che luna, guarda ‘a sciuscella..’ canta Saverio, con il suo corpo magro e cotto dal sole, con i suoi baffi levantini e gli occhi scuri chiusi per l’ebbrezza della musica. E noi lo ascoltiamo, come fosse un Pifferaio Magico, rapiti nella sua rete di bellezza indomabile..
Quando il barcone-taxi del mare che da Scario ci accompagna alla Baia del Marcellino, dopo aver costeggiato le altre meravigliose spiagge della costa (I Gabbiani, la Grotta del Monaco, la Molara e altre), antiche peschiere neandertaliane pressocchè inaccessibili a piedi, nulla fa immaginare che, dietro i cespugli, si celi La Tana del Lupo, un angolo di Paradiso fresco e accogliente che ospita un punto di ristoro (rigorosamente ecologico, Saverio non transige..). Qui non troverete gelati né cucina di mare, non si usano detersivi e saponi, si cucina su una gigantesca griglia costruita dalla famiglia di Saverio e si beve il suo vino in boccali di terracotta. Saverio è un pastore, felice di esserlo, accompagna le sue capre sulla spiaggia e poi le lascia libere di scorazzare lungo i crinali rocciosi che fiancheggiano il grande vallone, impressionante, se visto da lontano..prepara straordinari formaggi e raccoglie le erbe della macchia mediterranea per farne una profumatissima polvere con cui condisce i suoi spaghetti al Lupo, raccoglie le carrube per profumare un’acquavite che ‘pizzica, mozzica e mena cavuci’.. E parla, parla con tutti, racconta storie antiche, racconta delle lotte per la difesa di questo luogo magico dalla speculazione, racconta della fatica e della bellezza di una vita a contatto con la natura. Accanto a lui, Maria, la moglie, dall’aspetto austero e dal cuore grande come la sua sapienza in cucina, i figli, i nipoti, mille amici che da anni tornano a trovarlo.
Incontrare quest’uomo e questo Cilento è un’esperienza unica, semplice e vera, indimenticabile e che dà dipendenza. Lunga vita a Saverio, nessuno tocchi la Baia del Marcellino!