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A Bosco, piccolissima frazione del comune di San Giovanni a Piro, ai piedi del Monte Bulgheria, decise di trascorrere gli ultimi vent’anni della propria vita il pittore spagnolo Josè Ortega: allievo di Picasso, esule per scelta, antifascista convinto, combattente in nome della libertà. Qui comprò un terreno, disegnò e costruì la propria casa studio: un pizzico di atmosfere moresche tra i monti del Cilento

 

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La casa Museo a lui intitolata non è localizzata all’interno della sua abitazione, ma in un edificio sito in Piazza S. Rosalia, un tempo adibito ad istituto scolastico e poi riconvertito a sala museale grazie a dei finanziamenti stanziati ad hoc dall’ Ente Parco del Cilento e vallo di Diano. Essa si sviluppa su tre piani e l’esposizione pittorica custodita ripercorre narrativamente il pensiero ed il percorso artistico del “Pintor”. Il piano terra introduce alla “missione sociale” dell’artista Ortega attraverso il “Decalogo della Democrazia”: dieci litografie che invitano al perseguimento continuo della propria libertà di pensiero ed azione, all’esaltazione della democrazia ed alla negazione della dittatura. Mentre nei due piani successivi dieci pannelli in cartapesta raccontano la drammaticità di una guerra civile che, nonostante l’incessante susseguirsi del  rosso intenso del sangue e delle smorfie di sisperazione, lasciano comunque uno spiraglio di speranza e di fiducia verso un futuro migliore. Per Ortega “l’arte non è passatempo, ma necessità di legge morale, di ordine etico”: le sue opere sono un invito costante all’impegno civile.

 

José_Garcìa_Ortega

L’artista decise di stabilirsi a bosco perché il borgo contadino era simile a quello della sua infanzia e gli abitanti -poveri, con il viso scurito ed indurito dal sole – richiamavano la sua gente. Poi, la storia di Bosco- fatta di gente ribelle al potere Borbonico- si intreccia al vissuto del Pintor, che ha combattuto la dittatura di Franco dall’età di quindici anni, pagando con il carcere e l’addio all’amata Spagna. entrambi, Ortega e i cittadini di Bosco, hanno lottato coraggiosamente ed eroicamente per l’affermazione dei propri ideali. Da Bosco, partirono nel giugno 1828 i primi moti libertari del Cilento, repressi violentemente nel sangue. Il paese fu dato alle fiamme dai Borbone, raso al suolo e cancellato per sempre dall’Albo dei Comuni ” per tirannica vendetta combusta, perchè per prima spiegò il tricolore”. A ricordare l’accaduto è un murales maiolicato dipinto dallo stesso Ortega, sito all’ingresso del paese, a tutti noto come la “Guernica” cilentana.

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Giovanna Tripari

Assessore al turismo

Comune di San Giovanni a Piro